A TUTTI GLI EMIGRANTI DI AIELLO CALABRO

Cari Aiellesi all'Estero, grazie per le tante visite che quotidianamente riceviamo sul Blog. Ci piacerebbe ospitare, sempre di più, i Vostri commenti e le Vostre Storie d'Emigrazione. Vi aspettiamo! Scriveteci all'indirizzo: aiellesinelmondo@gmail.com

lunedì 6 luglio 2009

Si riunisce il 7 luglio la Consulta dell'Emigrazione


E’ prevista per domani, martedì sette luglio, alle diciassette, nella sede del Consiglio regionale di Reggio Calabria, l’apertura dei lavori della Consulta dell’Emigrazione. L’introduzione sarà fatta dall’Assessore Damiano Gagliardi il quale informerà i consultori, venuti da tutto il mondo, delle modifiche ed integrazioni fatte alla precedente legge del settore e della istituzione della Fondazione “Calabresi nel mondo”. Ai lavori è prevista la partecipazione del Presidente della Giunta, Agazio Loiero, e del Consiglio Giuseppe Bova. Mercoledì otto, i consultori avranno, al palazzo “Campanella” alcuni incontri istituzionali con i rappresentati dei gruppi consiliari e dei partiti.

venerdì 3 luglio 2009

Madonna delle Grazie 2009


AIELLO CALABRO – “Madonna mia da Grazia, Chi ‘mbrazza puarti grazie, Ndo tìe viegnu ppe grazia, O Regina famme grazia…”. Col canto popolare a Maria Santissima delle Grazie, recuperato dalla tradizione orale, si è chiusa la celebrazione della due giorni di devozione e fede che la comunità aiellese rinnova ogni anno, il primo e il due di luglio. Un culto mariano, questo che si perpetua ad Aiello da moltissimo tempo, molto sentito dalla popolazione del luogo e dell’intero circondario, e che ha origine, come si evince da un documento papale, alla fine del XV secolo. Epoca in cui, su richiesta di Francesco de Siscar, viceré di Calabria e Signore di Aiello e Petramala, venne concessa da Papa Sisto IV licenza di edificare una chiesa dell’Ordine di San Francesco degli Osservanti, intitolata a Santa Maria delle Grazie.

La festa, che a partire da quest’anno per impulso del parroco padre Bamba è stata organizzata da una commissione - composta da comune, varie associazioni e gruppo parrocchiale, presieduta dallo stesso sacerdote - ha attratto come sempre moltissimi fedeli che non hanno voluto perdersi le diverse celebrazioni religiose, e soprattutto la tradizionale processione notturna dall’ex Convento degli Osservanti alla chiesa di Santa Maria Maggiore, aperta dai bambini freschi di Prima comunione guidati dalle suore, dalla banda musicale Aloe di Amantea e dal carro floreale con la statua di Maria, scortata dai Carabinieri in alta uniforme e dalle autorità religiose e civili.

Come annunciato nel programma religioso, l’edizione 2009, ha fatto registrare, oltre alla partecipazione di sacerdoti del comprensorio, anche quella di Monsignor Emery Kabongo, Arcivescovo emerito di Luebo (Congo), ex segretario particolare di Sua Santità papa Wojtila, nonché responsabile dell’Istituto degli Amici di Gesù al quale appartiene anche padre Bamba.

Per quanto riguarda le manifestazioni civili, c’è da annotare – in aggiunta ai sempre lodevoli allestimenti di carro floreale, luminarie lungo il percorso e a perimetro del vecchio maniero – lo spettacolo di fuochi di artificio della serata del primo luglio, molto gradito dal pubblico.

Le canzoni di Rino Gaetano, invece, hanno animato la serata conclusiva del due luglio. Ad esibirsi sul palco di Santa Maria, i componenti della cover band “Rino Gaetano” e lo special guest del gruppo, Marco Morandi. Partecipazione sentita dei molti giovani e chiusura con i più amati brani del cantante calabrese.

Archiviata l’edizione 2009, già si pensa al prossimo anno. Comincia a farsi strada, come avevamo già anticipato, l’idea di ritornare all’antica processione con il carro trainato da buoi. Tradizione legata al trasferimento miracoloso dal vecchio convento di Piano della Fontana a quello attuale ricostruito nel 1735 di un affresco delle Vergine proprio su un carro di buoi. Ma le proposte per arricchire l’appuntamento religioso e culturale sono tante. Tra le altre, per esempio, quella di riportare l’atmosfera indietro nel tempo, adeguando tutto l’impianto di luminarie lungo il percorso utilizzando, come una volta, le “sarcinelle”, fasci di legna accesa per illuminare e salutare il passaggio di Maria. O, ancora, ripristinare il vecchio percorso della processione nel centro storico; e ri-portare, nel corso del Novenario di preparazione, la statua della Madonna in visita alle diverse frazioni della cittadina.

mercoledì 24 giugno 2009

Raffaela Medaglia. Una Aiellese nel Mondo

Da Destiny Harper Medaglia, figlia di Raffaela Medaglia, nostra referente a Sault Ste. Marie (Ontario), riceviamo uno scritto sulla vita della madre alla quale è molto legata. Grazie per la bella e significativa testimonianza.


Mi chiamo Destiney Shere Roseanne Maria Harper Medaglia ed ho 12 anni. Sono figlia adottiva di Raffaela Medaglia che mi ricorda molto la storia della lupa e della Fondazione di Roma.

Mamma Raffaela, ogni giorno che passa, è sempre di più un esempio di coraggio e di forza interiore e di dedizione verso la sua carriera di “crisis counselor” e naturalmente verso di me. Mi dice che sono stata dal mio arrivo, a soli cinque mesi dalla mia nascita, tutta la sua vita e che sono un dono del Signore. Però so che mamma ama tanto il suo lavoro che ci dà da vivere e che ci da tante soddisfazioni. Come ritornare, quando è possibile, nella nostra amata Aiello, o meglio ancora, nella nostra Patricello.

Al Blog degli Aiellesi nel Mondo voglio raccontare la sua vita. Mia madre all'età di 42 anni, dopo essere sopravvissuta ad una orribile esperienza che per miracolo non le ha tolto la vita (scusate, mamma dato la mia età non mi ha dato ancora dettagli sull'accaduto), ma so che 25 anni fa ha avuto la prima pagina sui giornali. Si è laureata in Psycologia, sociologia alla Lake Superior State University in Sault Ste. Marie, Michigan negli USA. Mamma aiuta famiglie, cioè donne con o senza figli che hanno avuto abusi, a superare le brutte esperienze e puntare su nuovi traguardi di vita.

Mamma ha detto nel suo "speech", davanti a 80 persone il 9 Giugno 2009 alla sala Marconi Club, che è stato proprio in quel periodo di crisi che ha sentito la chiamata per questa carriera. Si è tuffata in un mare di libri e si è lasciata trasportare dallo spirito che le ha detto che era viva perché il Signore aveva dei piani per lei. Mamma mi ha raccontato la storia di Santa Rita da Cascia ed ho trovato qualcosa di simile nella sua storia. Ha perdonato davanti a Dio il marito che si trovava nel carcere e si è tuffata, mi ha detto, in mezzo ad un mare di lavoro. Mamma ha ricevuto, dopo 20 anni di lavoro, un riconoscimento: la Women in Crisis dall’Algoma Inc., che l’aveva accolta dopo la degenza in ospedale, appena 5 giorni dopo l'accaduto il 5 gennaio del 1985, quando era troppo fragile per ritornare con i genitori, le sorelle ed il fratello. Mamma è l'ottava figlia di Ciccuzzu Medaglia e di Rosa Gabriele e vive in Canada da 43 anni con quasi tutta la famiglia di origine; e ama tutti senza distinzioni di colore e di età. Io ne sono orgogliosamente prova. Grazie Bruno per l'ascolto. Congratulazioni ed auguri mamma!

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Ajello, storia, demografia ed emigrazione, personaggi

Ajello (il cui territorio è circa 39 km2 tra i 70 e i 1100 metri slm) è un piccolo paesino, arroccato sulle colline dell'entroterra tirrenico, che affonda le sue origini nel passato remoto. Il sito dove si estende, a 500 metri sul livello del mare, è stato abitato probabilmente prima della venuta dei greci. A chi si trovasse a passare da questa cittadina medioevale appaiono subito particolarmente suggestivi lo sperone roccioso e i resti del castello che domina il borgo principale, e la verdeggiante natura circostante. L'impianto urbanistico e architettonico dell'abitato tradiscono subito le sue origini antiche. Un giro per le viuzze che attraversano il centro ci svelano le bellezze di Aiello. Il palazzo Cybo Malaspina (XVI secolo), gli altri palazzi signorili del sei-settecento, le chiese, la bella e rinascimentale Cappella Cybo presso l'ex Convento degli Osservanti. E poi la montagna con i suoi alberi secolari e il boschetto del Casellone con i suoi chioschi attrezzati per trascorrervi una giornata immersi nel verde della natura. Un breve soggiorno, in questo paesello che si pone a metà strada tra il mare (10 minuti dalla costa amanteana) e la montagna, non è sufficiente per assaporare e gustare le bellezze che si offrono al visitatore. Con la calma necessaria si potranno scoprire tutte le particolarità dell'ingegno locale e i prodotti della gastronomia di questa terra: gli insaccati e i formaggi, i sottoli, i prodotti da forno, i fichi lavorati del cosentino.

Cenni storici

I segni della storia in questo piccolo ma suggestivo paese di Calabria sono ben visibili. Le origini (sebbene alcuni hanno sostenuto fosse la mitica Tilesio, città greca) risalgono ai Romani (il nome Agellus, piccolo campo, da cui deriva il nome attuale ne è una chiara testimonianza). Posto in un luogo strategico, per il controllo delle vie di comunicazione (una deviazione della via consolare Annia passava proprio da qui), Aiello è stato nel corso dei secoli al centro di aspre lotte di potere. I Saraceni del vicino Emirato di Amantea, come racconta la leggenda, nel tentativo di farlo capitolare “per fame”, furono persuasi a desistere dal genio degli aiellesi che per dimostrare di avere scorte a sufficienza, dalle mura del castello lanciarono delle pizze di formaggio ottenute dal latte delle loro donne. I normanni, nel 1065, guidati da Roberto il Guiscardo lo assediarono per quattro mesi, prima di ottenerne la resa. L'importanza di questo lembo di terra “…grossa, nobile, et civile” è dimostrata nel corso delle alterne vicende storiche. Con gli Aragonesi, il feudo aiellese, dai Sersale fu assegnato al viceré di Calabria e conte di Ajello, Francesco Siscar. Tale periodo per Aiello è molto florido e si registra una notevole espansione demografica, sociale ed economica che continua con il Viceregno spagnolo in cui cresce l'agricoltura e la produzione della seta. Nel 1566 il Feudo aiellese viene acquistato per 38 mila ducati dal principe di Massa, Alberico Cybo Malaspina. Con questa famiglia di origini liguri toscane, che mantenne la proprietà del feudo sino all'eversione della feudalità, lo “Stato di Aiello” passa da contea a marchesato e poi a ducato nel 1605. A questo periodo si devono alcune delle più pregevoli testimonianze architettoniche artistiche e storiche del Borgo antico: il palazzo Cybo e la omonima cappella gentilizia. Ma anche il castello, “una delle prime fortezze del regno”, come ebbe a definirlo Leandro Alberti nel 1525-6, che fu scelta come dimora dal cavaliere Francesco Cybo, dove organizzò una ricca biblioteca con opere rarissime. Nel decennio francese la cittadina passa nella giurisdizione del cantone di Belmonte, quindi nel governo di Rogliano, sino al 1811, anno in cui diventa capoluogo di Circondario (comprendente Terrati, Serra, Lago, Laghitello, Pietramala e Savuto). Dopo vi fu: la Restaurazione borbonica, poi Garibaldi che unì l'Italia, il Brigantaggio, e il terremoto del 1905 che distrusse buona parte dell'abitato. Nel 1864 prese il nome di Aiello di Calabria che mutò poi nel 1928 in Aiello Calabro, incorporando Cleto e Serra, i quali divennero comuni autonomi il primo nel 1934, il secondo nel 1937.

Demografia ed Emigrazione

A partire dal 1861, data in cui si realizza l’Unità italiana, il paesino conta 3.831 abitanti, come si evince dai dati del Censimento di quell’anno. Dieci anni dopo, scendono a 3.230 e nel 1881 si attestano sui 2.286. Dal 1901 sino al 1951, la popolazione cresce costantemente. Dai 3.515 dell’inizio del secolo passa ai 5.578 del 1951. Poi, la curva comincia a scendere nuovamente. Il 1961 segna 5.559; mentre nel 1971 arriva a 3.282. Scende ancora nel 1981 (2.852); per risalire di poco a 3.079 nel 1991. Nel 2001 gli abitanti erano 2.446.

Come tutti i piccoli e grandi centri soprattutto del Meridione, Aiello non è sfuggita alle grandi emigrazioni verso terre lontane in cerca di lavoro e miglior fortuna.

Tanto per dare una idea della consistenza dei flussi migratori, sappiamo che nella sola provincia di Cosenza, secondo i dati dell’Annuario statistico dell’emigrazione italiana dal 1876 al 1925, quelli che partirono per esempio nel 1905 furono circa 22 mila contro 4 mila rimpatri. Una cifra che rimane più o meno tale per tutti gli anni precedenti alla Prima Guerra Mondiale.

«Nel decennio prebellico oltre centodiecimila emigranti della provincia di Cosenza – scrive Vittorio Naccarato nel libro Le Scuole Rurali agli inizi del ‘900 (Edizioni Klipper) - non ritornano nei paesi di ori­gine. Anche se non tutti si sono stabiliti definitivamente all'estero, negli Usa ed in Argentina mette radici una co­lonia di cosentini talmente ampia e solida, che permetterà nel dopoguerra, malgrado le drastiche restrizioni imposte dal governo statunitense, un flusso migratorio meno in­tenso, ma pur sempre significativo alimentato dagli atti di richiamo del capofamiglia "americano"ormai a tutti gli effetti. Diversamente l'ondata migratoria avrebbe assunto i ritmi degli anni precedenti il conflitto come dimostrano le quasi ventiduemila partenze del 1920».

Per il Circondario di Paola, citiamo ancora Naccarato, «emigra un numero di lavorato­ri superiore a quello della media provinciale: nel quin­quennio 1901-05 partono 328 persone su 10 mila abitanti, contro i 270 dell'intera provincia. Tra i paesi di massima emigrazione nel biennio 1904-05 si trovano Amantea con 755 emigrati su 10 mila abitanti; S. Pietro con 880, Terrati con 750 e Serra con 620. Queste sono cifre da capogiro, perché sconvolgono nel volgere di pochissimi anni la vita, le abitudini e la menta­lità di un buon terzo della popolazione di questi paesi, la quale stabilisce con gli USA e gli stati del Rio de la Plata rapporti molto più intensi e diretti - di natura economica, epistolari, di vivo interesse per gli avvenimenti politici - di quelli allacciati con lo Stato italiano in quaranta anni di vita unitaria».

Per quanto riguarda Aiello, facendo riferimento sempre ai dati riportati da Naccarato, registriamo un notevole flusso di emigrati. Le cifre si evincono dai dati dei diversi censimenti a partire da quello del 1861 ad arrivare a quello del 1951. Lo scarto tra la popolazione residente al momento del rilevamento e quella presente va dai meno 170 (4,4%) del 1861, a livelli più consistenti come quelli del 1911, anno in cui ben 474 Aiellesi (popolazione 4016), maschi adulti che partono da soli senza le famiglie, pari al 12% della popolazione, partono per gli Stati Uniti e l’Argentina. Non sono da meno le partenze del 1921 (313 emigrati su 4184 pari al 7,4); del 1931 (463 su 4943 pari al 9,3%); 1951 (545 su 5578 pari al 9,8%). In anni successivi, come è noto, l’emigrazione continua a spopolare il paese. Non saranno più principalmente le mete transoceaniche che gli emigrati scelgono per trovare lavoro, ma gli stati europei come Belgio, Francia e Germania; e poi le grandi città industriali del nord Italia.

Personaggi famosi

Tra i figli illustri di questo paese vi sono, tra gli altri, navigatori come Angelo Manetti (partecipa alle spedizioni di Vasco Da Gama e Cristoforo Colombo), poeti (Francesco della Valle, fine 1500, inizi 1600), scultori (Pietro Barbalonga, fine 1500, inizi 1600), pittori (Raffaele Aloisio, 1800), letterati (Costantino Arlia, 1829-1915) ), notai di fama nazionale (Giovanni Solimena, 1869-1944), e tanti ancora.

Di origini aiellesi, l’astronauta italo-americana Lisa Caputo Nowak che ha fatto parte dell'equipaggio che nel luglio 2006 è andata in missione con lo Shuttle Discovery. La cittadina ha dato i natali pure all'orafo di fama mondiale Pasquale Bruni.

Tra le ultime "scoperte" Fabrizio Filippo, attore canadese (la mamma, Luisa Sicoli è una emigrata aiellese).